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Anpas in prima linea per la formazione all’uso del defibrillatore, oltre 10 mila cittadini abilitati

TORINO 14 LUG – I defibrillatori semiautomatici esterni, dispositivi salvavita per la rianimazione cardiopolmonare, si stanno diffondendo sempre più in scuole, palestre, associazioni sportive, aziende e in tutti quei luoghi dove c’è un’alta affluenza di persone. I cittadini, indipendentemente dal ruolo svolto all’interno della società, sono chiamati per necessità o per senso civico a imparare a utilizzare il defibrillatore.  Anpas Comitato Regionale del Piemonte, in qualità di ente formativo accreditato dalla Regione Piemonte ha aperto anche alla popolazione i corsi Blsd (Supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione) per l’abilitazione all’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (Dae). Oggi Anpas è il primo ente in Piemonte per numero di persone formate all’uso del defibrillatore: 10.113 operatori Dae certificati con 511 corsi base e 120 corsi di refresh svolti.

«Da sempre Anpas – spiega il responsabile della formazione Anpas Piemonte Gianni Mancuso – è impegnata sul fronte della prevenzione e dell’attenzione alla salute dei cittadini. In quest’ottica il nostro gruppo formazione si è dedicato a diffondere le manovre di rianimazione cardiopolmonare con l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico non solo ai volontari delle Pubbliche Assistenze, ma anche alla popolazione perché chiunque potrebbe trovarsi di fronte ad una persona in arresto cardiaco che necessita di aiuto immediato. L’Anpas è il primo ente formativo in ambito regionale con ben 10mila persone certificate operatore Dae. Questo importante risultato è stato reso possibile grazie a un gruppo coeso di formatori professionalmente molto valido che conta 109 istruttori e 19 direttori di corso, ma anche grazie all’insostituibile contributo della segreteria Anpas che si è adoperata nell’organizzazione dei corsi. Abbiamo già fatto tanto e vogliamo ancora migliorarci nei prossimi anni».  «Nuovo importante traguardo, quello raggiunto in questi giorni, – ribadisce il presidente Anpas Piemonte Andrea Bonizzoli – dimostrazione del grande impegno che ogni giorno i nostri istruttori e i nostri volontari mettono a disposizione dei cittadini; un grande sforzo organizzativo da parte della segreteria regionale Anpas per la gestione dei corsi; grande e fondamentale impegno delle associate piemontesi che hanno immediatamente capito l’importanza della diffusione dell’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni, come strumento efficace al contrasto delle morti per arresto cardiaco. Questa è cittadinanza attiva, questa è l’attenzione dei nostri volontari per la salute pubblica, grazie ancora a tutti per l’impegno, ben consci che la strada da percorrere sia ancora lunga».  I corsi Blsd si tengono presso la sede di via Sabaudia 164 a Grugliasco (To) e sul territorio della Regione Piemonte, nelle sedi delle Pubbliche Assistenze Anpas, secondo un calendario di date consultabile sul sito dell’Anpas: www.anpas.piemonte.it.

Il corso ha una durata di 4 ore, l’80 per cento del tempo di lezione riguarda la parte pratica con defibrillatore trainer. I discenti vengono forniti di pocket mask riutilizzabile e di manuale multimediale Operatore Dae edito da Anpas Piemonte e Dipartimento Interaziendale Emergenza Sanitaria 118 Regione Piemonte in collaborazione con Simeup – Società italiana di medicina di emergenza ed urgenza pediatrica. Ad ogni partecipante che supera positivamente il corso viene rilasciato un attestato valido su tutto il territorio nazionale e il relativo tesserino. L’età minima per accedere è di 16 anni. L’autorizzazione all’utilizzo ha valenza dal compimento del diciottesimo anno di età. I corsi sono aperti a tutti, personale laico anche senza alcuna formazione sanitaria, incaricati al primo soccorso aziendale o presso centri sportivi, soccorritori, medici e infermieri.

Gli argomenti del corso: introduzione alla rianimazione cardiopolmonare; valutazione della sicurezza ambientale; valutazione della vittima e riconoscimento dell’arresto cardiaco; allertamento del sistema di emergenza-urgenza 118; Bls (Supporto di base delle funzioni vitali) e uso del defibrillatore (adulto/pediatrico/lattante); disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo (adulto/pediatrico/lattante). Per iscrizioni ai corsi a calendario o per qualsiasi altra informazione contattare telefonicamente la segreteria Anpas Piemonte al numero 011-4038090 o alla mailinfo@anpas.piemonte.it.

 

Redazione

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La CRI di Cuneo impegnata nella formazione nelle scuole

CUNEO 28 GEN – La Croce Rossa di  Cuneo è impegnata coi suoi volontari  da alcune settimane nella formazione degli studenti, nelle scuole cuneesi, su alcuni temi importanti. Ben 140 i ragazzi delle classi seconde del Liceo Scientifico di Cuneo concluderanno la prossima settimana la formazione sull’educazione alla sessualità e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta di incontri volti a insegnare ai giovani le insidie di comportamenti scorretti e l’utilizzo corretto di metodi contraccettivi. Tramite il metodo della “peer education“ (educazione alla pari) infatti, i giovani della CRI, formati durante diversi campi di formazione, insegnano a giovani della loro medesima fascia di età, per essere più diretti e incisivi.

Per 15 maestre della scuola elementare di Viale Angeli lunedì è stato invece il giorno per il corso formativo sulla disostruzione pediatrica: «È fondamentale infatti – spiegano dalla CRI cuneese – sapere intervenire nei primi minuti in cui si verifica l’evento al fine di soccorrere nel modo corretto e poter salvare una vita. Importante è quindi insegnare le manovre corrette a chi è spesso a contatto con i bambini». Infine, entro la prima settimana di febbraio, tutti gli 840 ragazzi delle classi quarte e quinte superiori, con cui erano stati programmati incontri nelle scuole cuneesi, verranno sensibilizzati, insieme alle altre associazioni presenti sul territorio, sulla donazione di sangue, tessuti e organi. «Un’attività silenziosa quella della formazione fra i giovani – spiega il presidente della CRI cuneese Francesco Aquilina – ma che ho sempre spinto perché fosse capillare e continua in quanto reputo fondamentale incidere messaggi positivi su molti individui considerati lavagne bianche. In questo modo desideriamo essere parte di #UnItaliaCheAiuta».

Redazione

 

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Sbarco – caserma – Comune, ecco la ricetta Fassino per l’emergenza immigrati.

TORINO 27 APR – Sbarco, caserma, Comune. Ecco la ricetta di Piero Fassino, sindaco di Torino e Presidente dei Sindaci d’Italia, per l’emergenza immigrati. Il primo cittadino ha illustrato la propria strategia oggi in un’intervista al Qn. Secondo Fassino tutti i Comuni dovranno accettare di sostenere l’operazione, in maniera proporzionale al numero di abitanti. Ma il sindaco del Pd non si limita a  preoccuparsi di vitto e alloggio per gli stranieri, chiede anche che venga fatta una formazione per ‘’creare prospettive esistenziali che siano spendibili in Italia, se resteranno, o che possano essere impiegate nei loro Paesi se vi dovranno tornare’’.  Le caserme, secondo Fassino, “funzioneranno per la prima accoglienza e per gli screening; in Piemonte, ne potrebbero bastare tre o quattro. Non ce ne vogliono centinaia, non servono perché non saranno strutture demandate all’ospitalità permanente ma luoghi di passaggio; possono essere ospedali dismessi, oppure scuole non più utilizzate:si fanno i lavori necessari in modo rapido e si procede”. In un Paese in cui le scuole crollano letteralmente a pezzi e a Torino non si sanno dove collocare gli universitari orfani di Palazzo Nuovo, le parole del primo cittadino di Torino suonano quanto meno semplicistiche. Del resto rimane ancora molto incerto il nodo principale, quello risorse, che si dice  verrà posto il 7 maggio, in occasione della riunione della ‘cabina di regia’ sulla gestione degli immigrati. “Magari venissero dalla Ue (i soldi n.d.r) , noi siamo più che favorevoli. Il governo si sta battendo per questo”, assicura Fassino. Ormai una cosa è chiara e la si evince anche dall’intervista a Fassino: gli immigrati si prendono tutti, senza se e senza ma. Non si parla neppure più di concessione di asilo o status di profughi. In altre parole, avanti tutti.

Redazione