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‘Rom’ evade e abbandona la figlia: causò omicidio stradale con un camper

TORINO 19 GIU – Qualche settimana fa, alla guida di un camper senza patente, provocò un incidente mortale. Oggi, la nomade  Laura Sulejmanovic di 22 anni, in carcere per omicidio stradale e omissione di soccorso , è evasa dalla sezione Icam – le case per mamme detenute con attenuata sorveglianza – del carcere di Torino. La donna ha abbandonato nella struttura la figlia di pochi mesi. A renderlo noto l’Osapp, organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria.
“Se non la trovano prima, andiamo a prenderla noi stanotte”, hanno dichiarato i parenti di Oreste Giagnotto, l’uomo morto nell’incidente stradale provocato dalla zingara, che hanno saputo dell’evasione mentre partecipavano ad una manifestazione contro i campi nomadi.

Redazione

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Marocchino detenuto ad Ivrea rimpatriato per estremismo

TORINO 25 GEN – In carcere aveva organizzato rivolte e dichiarato apertamente di voler sgozzare americani ed inglesi una volta espiata la pena. Un detenuto marocchino rinchiuso nel carcere di Ivrea , dopo approfondite indagini, è stato espulso dal territorio nazionale, con un volo diretto a Casablanca. Il Viminale rende noto che il 38enne magrebino era detenuto per reati comuni, ma è emerso all’attenzione nell’ambito del monitoraggio all’interno delle carceri. L’uomo era all’attenzione degli investigatori perchè, nel settembre del 2014, aveva guidato le intemperanze di un gruppo di reclusi stranieri, minacciando la realizzazione di un’azione ostile nella città di Ivrea. A seguito delle indagini, in alcune delle celle occupate dai responsabili dei disordini erano state trovate scritte inneggianti all’autoproclamato Stato Islamico.  Con il rimpatrio di oggi, l’ottavo del 2017, salgono a 140 i soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso espulsi dal gennaio 2015 ad oggi.

Redazione

prigione

Pentito di ‘Ndrangheta evade dopo visita alla madre ad Ivrea: è caccia all’uomo

TORINO 12 DIC – Un collaboratore di giustizia calabrese di 60 anni, condannato all’ergastolo, ha approfittato di un permesso premio di 4 giorni per visitare la madre ad Ivrea per evadere e far perdere le proprie tracce. Lo rende noto il segretario generale del Sappe Donato Capece.. “Tecnicamente – ha sostenuto Capece – si tratta di evasione, e questo non può che avere per lui gravi ripercussioni se non si costituisce al più presto. Il permesso era per recarsi in una località del Piemonte. Sono già in corso le operazioni per catturarlo”. E’ quindi caccia all’uomo tra Piemonte e Lombardia. Il detenuto aveva ottenuto un permesso premio di quattro giorni dal magistrato di sorveglianza, ma sarebbe dovuto rientrare ieri presso la casa circondariale di Voghera.
Le operazioni per catturarlo riguardano in particolare la zona di Ivrea e di Torino, dove gli investigatori presumono possa essersi nascosto. Ma le ricerche delle forze di polizia vengono condotte anche nell’area del vogherese e nel resto della provincia di Pavia.

Redazione

prigione

Carcere de ‘Le Vallette’, marocchino tenta sfregio ad agente

TORINO 3 AGO – Questa mattina nel padiglione B del carcere de ‘Le Vallette’ un marocchino di 27 anni, detenuto per reati legati allo spaccio di stupefacenti, ha tentato di sfregiare con una lametta un agente che si era rifiutato di fornirgli del tabacco. Il detenuto, che si rifiutava di rientrare in cella, deve ora rispondere dei reati di minaccia e violenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Lo rende noto l’Osapp, organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria. “Sono circa tremila le aggressioni e le lesioni subite da appartenenti alla polizia penitenziaria nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno – commenta il segretario generale dell’Osapp Leo Beneduci. Si tratta di una condizione di assoluta drammaticità, eppure l’amministrazione penitenziaria centrale continua ad essere totalmente assente nei confronti dei 40mila donne e uomini in uniforme negli Istituti di pena italiani. E il ministro Andrea Orlando, continua a dimostrare di curarsi esclusivamente dei detenuti e non del personale che nelle carceri opera e rischia ogni giorno.”

Redazione

prigione

Ivrea, detenuto colombiano cerca di strangolare un agente del penitenziario

TORINO 24 MAG – Un  tentato di strangolare un agente di polizia penitenziaria durante una perquisizione. Protagonista del fatto, ieri mattina,  un colombiano di 24 anni detenuto nel carcere di Ivrea (TO) che ora dovrà rispondere di tentato omicidio e altri reati. Il poliziotto è stato trasportato in ospedale. Sempre nel carcere di Ivrea, ieri sera, un detenuto italiano di 37 anni ha dato fuoco a un materasso e ha costretto la polizia penitenziaria a evacuare il settore isolamento.
Le notizie sono state diffuse dall’Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. “Si tratta – dichiara il segretario generale, Leo Beneduci – degli ennesimi episodi occorsi nelle carceri italiane a dimostrazione del fatto che è sempre e solo la Polizia Penitenziaria a pagare, anche a prezzo della propria incolumità personale, le conseguenze dei disservizi e della disorganizzazione che connotano l’organizzazione degli istituti di pena italiani”.

Redazione


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(Repertorio)

Si schianta ubriaco e muore la moglie: moldavo arrestato per omicidio stradale

CUNEO 10 APR – Ieri sera si è schiantato ubriaco contro un muretto a Barge al volante di una Toyota Rav 4 con a bordo la sua famiglia: la moglie è morta e miracolosamente illesi i due figli sui sedili posteriori. Ha passato la prima notte in carcere con l’accusa di omicidio stradale il 42 moldavo  Ruslan Stirbu. Lo schianto è avvenuto in via Moschetti, nei pressi del palazzetto dello sport di Barge. La vittima Natalia Stirbu, 41 anni, è morta sul colpo. Sottoposto all’etilometro, il marito aveva nel sangue un tasso alcolemico di 1.8, più di tre volte il consentito dalla legge. Inevitabile l’arresto per omicidio stradale in base alla nuova legge.

Redazione

doccia

Giornata inaugurale per la mostra ‘al femminile’ della pittrice Tronnolone

TORINO 5 MAR –  Giornata inaugurale oggi per  la personale ”Il terzo braccio de le Nuove donne” della pittrice torinese Laura Tronnolone, che potrà essere visitata presso il museo del carcere ‘Le Nuove’ a partire dalle ore 16 e fino al 13 marzo prossimo,.  Il quadro simbolo della mostra (‘Marchiata dentro’ olio su tela 100×150 n.d.r ) aveva innescato nelle scorse settimane polemiche perché rifiutato come pubblicità in piazza Vittorio, in quanto ritenuto ‘troppo forte’. ”La mostra è fatta in un luogo di sofferenza di molte donne – ha sottolineato l’artista – ed ha un valore sociale che in un periodo come questo penso andrebbe valorizzato e non censurato. Alla realizzazione della mostra hanno collaborato associazioni di ragazzi ed alcune studentesse di Letteratura dell’Università di Torino’.

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Redazione

doccia

Presentata oggi a Torino la personale ‘scandalo’ sulla sofferenza delle donne

TORINO 23 FEB –  E’ stata presentata oggi presso il Mausoleo della ‘Bela Rosin’ a Torino la personale ”Il terzo braccio de le Nuove donne” della pittrice torinese Laura Tronnolone, che potrà essere visitata presso il museo del carcere ‘Le Nuove’ dal 5 al 13 marzo prossimo, a partire dalle ore 19.  Il quadro simbolo della mostra (‘Marchiata dentro’ olio su tela 100×150 n.d.r ) aveva innescato nelle scorse settimane polemiche perché rifiutato come pubblicità in piazza Vittorio, in quanto ritenuto ‘troppo forte’. ”La mostra è fatta in un luogo di sofferenza di molte donne – ha sottolineato l’artista – ed ha un valore sociale che in un periodo come questo penso andrebbe valorizzato e non censurato. Alla realizzazione della mostra hanno collaborato associazioni di ragazzi ed alcune studentesse di Letteratura dell’Università di Torino’.

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prigione

Spacciatore marocchino aggredisce agenti e innesca la rivolta nel carcere di Saluzzo (CN)

SALUZZO (CN) 15 DIC – Detenuto marocchino colpisce due agenti di polizia penitenziaria ed inizia così la bagarre nel carcere di Saluzzo. Protagonista ieri dell’aggressione, il marocchino è responsabile della mezza rivolta inscenata oggi dai detenuti del carcere del cuneese. Come ricostruito dal sindacato Sappe,  il detenuto straniero, in carcere per spaccio di droga, nella giornata di ieri aveva sferrato un pugno e colpito con la gamba di un tavolo i due agenti e per questo era stato trasferito  in cella di isolamento. Gli agenti della polizia penitenziaria, denuncia il segretario generale del sindacato Sappe Donato Capece,  “sono minacciati da ore dai detenuti con manici di scope e piedi in legno dei tavoli”. ”La situazione è molto grave – aggiunge Capece –  ci arrivano da Saluzzo segnali allarmanti di una crescente tensione, gli agenti non aprono le camere detentive, tutti gli altri agenti operativi in altri posti di servizio sono raccolti dinanzi la direzione”. Questa mattina un gruppo di agenti aveva organizzato un presidio di protesta fuori dalle mura carcerarie ed incontrato il direttore Giorgio Leggieri, denunciando un’aggressione di due guardie, colpite ieri da un detenuto marocchino.  “I detenuti – sototlinea il segretario regionale del Sappe  Vicente Santilli  – si sentono padroni del carcere, perché ai loro atti di violenza ed insubordinazione non seguono adeguamenti provvedimenti da parte della direzione e del comandante di reparto”. Oggi il detenuto marocchino all’origine dei disordini è stato trasferito in un altro istituto di pena. 
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Campo zingari del torinese (repertorio)

Tentano un furto a Crissolo (CN) e investono il proprietario: presi 2 zingari ‘torinesi’

TORINO 27 OTT – Dopo un tentativo di furto in un’abitazione di Crissolo (CN) investirono durante la fuga il proprietario di casa, provocandogli contusioni al ginocchio e al piede. Ora però i due malviventi sono stati identificati e arrestati dai carabinieri di Saluzzo (CN): sono due nomadi di origine sinti ,  C.D., 51 anni, e della moglie A.C., 46 ani, domiciliati in un campo nomadi del torinese. La coppia era stata sorpresa all’interno dell’abitazione. Proprio le informazioni raccolte dagli inquilini ha permesso ai carabinieri di risalire agli autori della tentata rapina. La coppia, ora in carcere a Cuneo, era già nota alle forze dell’ordine: l’uomo era gravato dal divieto di allontanamento dalla provincia di Torino.

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