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Le donne più forti degli uomini, ma più fragili sulle malattie autoimmuni. Lo dice uno studio Usa

TORINO 24 MAR– Le donne hanno un sistema immunitario più forte, resistono meglio degli uomini all’attacco di virus e batteri, il rovescio della medaglia è che questa ‘forza’ le rende più esposte alle malattie autoimmuni. Lo dimostra uno studio della Pennsylvania University (USA), pubblicato sulla rivista Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences). Dallo studio e’ emerso che a rendere le donne più forti dal punto di vista immunitario sarebbe la presenza nel dna femminile di due cromosomi x, che definiscono anche l’identità sessuale.
Ma proprio questo doppio cromosoma x, può essere un’arma a doppio taglio: da una parte, stimolando una maggiore produzione di anticorpi, in particolare le immunoglobuline sieriche, come scrivono gli studiosi “si produce un vantaggio in termini immunitari, mentre gli uomini sono più suscettibili alle infezioni batteriche e virali”. Dall’altra, però, aggiungono i ricercatori, “una forte risposta immunitaria specifica femminile non è sempre utile e può provocare auto immunità”. Ecco perché alcune malattie autoimmuni, come ad esempio il lupus, una malattia in cui le difese del corpo attaccano la pelle, le articolazioni e gli organi interni ha un 85 per cento di probabilità in più di manifestarsi nelle donne che negli uomini. Ma una prevalenza di donne si ha anche in altre malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide o la sclerosi multipla.

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Batteri resistenti ai farmaci, è allarme in Italia: siamo tra i peggiori d’Europa.

TORINO 16 NOV – Insieme ad altri poco invidiabili primati, l’Italia ne detiene uno davvero allarmante: la presenza di batteri resistenti agli antibiotici. Nel  Bel Paese sono infatti presenti quasi tutte le specie di batteri ‘duri a morire’ e questo grazie ad un uso sconsiderato dei farmaci. I dati sono emersi durante l’European Center for Diseases Control (Ecdc) in occasione della giornata europea per l’attenzione agli antibiotici in corso oggi a Bruxelles. Quest’anno il focus degli esperti europei è sugli enterobatteri carbapenemasi resistenti, una famiglia particolarmente pericolosa perchè lascia pochissime opzioni per la terapia. “La prevalenza di questi batteri è molto peggiorata negli ultimi due anni – afferma il rapporto -. Tredici paesi hanno riportato una diffusione ampia o una situazione endemica nel 2015, mentre erano sei nel 2013”. L’Italia era già nel gruppo peggiore, con il batterio endemico, due anni fa, e conferma il primato, che detiene per quasi tutti gli altri batteri monitorati dall’Ecdc. Nel caso dell’Escherichia Coli, uno dei più diffusi, il nostro Paese aveva nel 2011 meno del 25% di casi, mentre ora è entrato nella fascia più alta, quella tra il 25 e il 50%. Per gli acinetobacter, una delle cause delle infezioni ospedaliere, siamo ormai sopra il 50%, mentre per il ‘famoso’ staffilococco aureo resistente alla meticillina (mrsa) siamo nella fascia 25-50%, battuti solo dalla Romania. Percentuali molto alte, tra il 25 e il 50%, si trovano anche per Klebsiella pneumoniae, una delle cause principali delle infezioni urinarie.

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La Russia multa Auchan sulla sicurezza alimentare: batteri nella carne

MOSCA 15 SET – Multe per oltre 25 milioni di rubli (373.000 dollari) alla catena di supermercati francese Auchan. Sono quelle stabilite dalle autorità russe su presunte violazioni dei regolamenti sulla sicurezza alimentare. Lo riportano i media russi citando l’agenzia federale per la tutela dei consumatori Rospotrebnadzor. Auchan è accusata dalle delle autorità russe anche per la presunta presenza di batteri Escherichia coli e listeria nella carne. La querelle arriva in un momento di particolare tensione tra Mosca e la Ue.

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Troppi batteri nell’hamburger del supermercato, un denunciato a Torino

TORINO 14 MAR – C’erano troppi batteri negli hamburger confezionati e venduti in una macelleria di un supermercato della zona sud di Torino. A scoprirlo scoperto gli ispettori dell’Asl To1, che hanno immediatamente segnalato l’anomalia al pm Raffaele Guariniello. Dalle prime analisi è emerso come la  carica mesofila della carne bovina dei prodotti fosse di 13 mila colonie per grammo, quando il limite è di 1.500; molto sopra la norma anche il valore degli enterobatteri,  80 mila per grammo, contro un limite di cinquemila. Il direttore della macelleria è stato indagato.

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