amri

Il terrorista di Berlino immortalato anche a Porta Nuova

TORINO 28 DIC – Il terrorista di Berlino Anis Amri è stato immortalato anche alla Stazione di Porta Nuova. A pubblicare lo scatto su  twitter la Polizia di Stato: la foto ritrae lo jihadista nell’atrio della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova. L’immagine è stata tratta dai video delle telecamere di sicurezza, è ora al vaglio della Digos. Il terrorista era arrivato nella stazione torinese a bordo di un treno regionale della linea Sfm3 del Servizio Ferroviario Metropolitano, quella cioè che collega Bardonecchia, al confine tra Italia e Francia, con il capoluogo piemontese. Da qui il giovane terrorista è poi ripartito per Milano. Gli investigatori della Digos torinese stanno lavorando in stretto contatto con i colleghi di Milano e con le autorità tedesche per ricostruire i dettagli del viaggio dell’autore della strage di Berlino. Numerose le immagini al vaglio dell’antiterrorismo subalpino. 
Redazione
marchionne

Fca e Google ad un passo dall’intesa sull’auto senza pilota

TORINO 03 MAG – Potrebbe essere questione di giorni se non di ore lo storico accordo tra Fiat Chrysler Automobiles e Google per realizzare l’automobile senza guidatore. L’intesa tra l’amministratore delegato Sergio Marchionne e il ceo del progetto Google Car, John Krafcik – secondo indiscrezioni di stampa – potrebbe essere annunciato a breve da Mountain View. La notizia era trapelata nei giorni scorsi attarverso il Wall Street Journal, mentre Marchionne, a Torino per la presentazione della Tipo, non ha voluto commentare.
Fca dovrebbe realizzare per Google entro la fine dell’anno un centinaio di prototipi. L’auto senza conducente dovrebbe essere una versione del minivan Pacifica a marchio Chrysler presentata al Salone di Detroit a gennaio. Alcune centinaia di vetture potrebbero essere commercializzate in California.

Redazione


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isis

Terroristi in Siria ma col sussidio italiano, le rivelazioni choc sulla coppia di Bulciago (LC)

MILANO 28 APR – Mohamed Koraichi e la moglie Alice Brignoli, i coniugi di Bulciago (Lecco), convolti nelle recenti indagini sul terrorismo in Italia,  prima della loro partenza per l Siria  “erano disoccupati e ricevevano sussidi statali ed aiuti dai loro genitori”. Lo si legge nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip di Milano Manuela Cannavale e di cui la coppia figura tra i sei destinatari. Il giudice, tra l’altro, annota che i due, prima di lasciare l’Italia, “frequentavano regolarmente le Moschee di Costa Masnaga e di Lecco e lui anche quella milanese di viale Jenner; Mohamed si prestava anche alla lettura del Corano durante le funzioni religiose del venerdì”.
Inoltre, per organizzare il viaggio in macchina in Siria, attraverso la Bulgaria e la Turchia, la coppia risulta aver chiesto un finanziamento in banca di 7 mila euro. La coppia rilsulta essere partita con i tre figlioletti alla volta dei territori del Califfato a sostegno delle truppe dell’Isis.
Nel provvedimento di arresto, proprio per sottolineare come non ci siano dubbi sulla “radicalizzazione” dei coniugi, si ricorda che nel corso della perquisizione del 5 maggio scorso nella loro abitazione di Bulciago sono stati ritrovati dai carabinieri, alcuni oggetti che dimostrano come i due abbiano abbracciato la jihad. I Carabinieri hanno sequestrato “una bandiera artigianale ottenuta da una stampa, con sfondo nero, riportante nella parte centrale il logo bianco, rotondo, con la scritta in lingua araba della dichiarazione di fede della religione islamica (shahada) notoriamente assunta quale simbolo dell’Isis” e “una stampa a colori su carta formato A4 riportante nella parte superiore un logo seguito dalla scritta in lingua araba e nella parte inferiore la fotografia del noto Abu Bakr al Baghdadi, ovvero il “Califfo” dell’autoproclamato stato islamico sito tra l’Iraq nord – Occidentale e la Siria orientale”.

Redazione

fibra

Italia analfabeta del web: nella Ue meglio solo di Bulgaria e Romania

TORINO 7 APR – L’Italia analfabeta del web: in Europa solo solo Bulgaria e Romania fanno peggio. A ribadire l’arretratezza italiana nell’utilizzo della Rete, gli ultimi dati dell’Istat nel rapporto ”Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”. Nel confronto degli altri Paesi Ue, anche la diffusione della banda larga nelle famiglie italiane è inferiore alla media dei 28 paesi dell’Unione (78% nel 2014).
Secondo l’istituto di ricerca, gli utenti di Internet nel nostro Paese sono il 60,2% (circa 34 milioni 500mila persone), ma solo il 40,3% si connette quotidianamente. La totalità delle regioni del Centro-Nord ha livelli di uso di Internet superiori al valore nazionale, nel Mezzogiorno la quota è più bassa. L’uso della rete è fortemente collegato all’età, con una quota di utenti che decresce progressivamente dopo i 24 anni.

Redazione

gdf

‘Panama Papers’, trema la ‘Torino bene’: avvia le indagini anche la GdF torinese

TORINO 5 APR – Anche la Guardia di Finanza di Torino ha avviato indagini per riciclaggio sui ‘Panama Papers’ su delega della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese.  “Le fiamme gialle sono state delegate – spiega il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Torino – ad acquisire dati e informazioni in ordine ai contenuti della lista ed avviare le procedure necessarie per l’acquisizione della medesima”. ”La attività di indagine –  viene precisato – si inserisce nell’ambito di indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino e già avviate nel corso del 2015 per il reato di riciclaggio, per il quale sono in corso di approfondimento le posizioni relative a numerose società panamensi riconducibili allo stesso studio legale ‘Mossack & Fonseca’”.

Redazione

poveri

Crisi, Italia maglia nera Ue: reddito degli italiani cala di 1100 euro a testa

BRUXELLES 13 MAR – La crisi presenta il conto sul Pil pro-capite degli italiani, che fra 2008 e 2014 sono diventati più poveri di 1.100 euro a testa, passando da 27.600 euro a 26.500 euro l’anno (-4%). Gli altri cittadini dell’Unione europea invece, in media, se la passano meglio, con una crescita da 26.000 a 27.500 euro (+5,7%). Sono questi gli ultimi dati di Eurostat, secondo cui in termini assoluti la crisi ha pesato sul ‘ricco’ Lazio, i cui abitanti hanno perso ben 2.500 euro a testa, (-7,33% a 31.600 euro). A sorpresa però è un’altra regione del Centro, l’Umbria, ad aver perso più di tutte, ben l’8,37%, a 24.100 euro l’anno.Seguono i campani (-7,7%), che dopo la crisi si sono ritrovati più poveri dei pugliesi, che fanno segnare un +0,6%, ovvero 100 euro a 17.400 euro. Le uniche altre aree a fare un salto in avanti sono quelle a statuto speciale, cioè la Provincia autonoma di Bolzano e la Valle d’Aosta, con un +3,4% (+1.200, da 35.500 a 36.700).

Redazione

olio

Il Parlamento Europeo vota sì all’aumento dell’import di olio dalla Tunisia

STRASBURGO 10 MAR – Come annunciato ieri, la plenaria di Strasburgo ha dato oggi l’ok finale al pacchetto di aiuti d’urgenza alla Tunisia, che comprende il Regolamento che permette l’importazione di 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d’oliva senza dazi nell’Unione europea. Il voto era stato sospeso il 25 febbraio, ma ieri il Coreper ha recepito gli emendamenti tecnici e comunicato che avrebbe adottato il testo oggi. L’aula ha approvato con 500 sì, 107 no, 42 astenuti.  Il provvedimento è temporaneo, valido solo per due anni e relativo all’olio d’oliva di cui si garantisce la tracciabilità, quindi interamente prodotto in Tunisia e trasportato direttamente da questo Paese nell’Unione europea. É prevista inoltre una valutazione intermedia dell’impatto delle misure sul mercato europeo e l’impegno ad aggiornarle, nel caso dovessero rivelarsi dannose per i produttori dell’Ue. In Italia erano stati forti le proteste nei confronti di questo provvedimento, soprattuto da Coldiretti.
Redazione

sardinia

olio

Olio tunisino, la Ue forza la mano: domani si vota per l’aumento quote

STRASBURGO 9 MAR – Nonostante le forti polemiche, soprattutto in Italia, è in arrivo il via libera finale dell’Europarlamento all’accordo che comprende anche la quota aggiuntiva per l’importazione senza dazi nella Ue di 35.000 tonnellate in più l’anno di olio d’oliva tunisino. Il provvedimento è stato inserito d’urgenza nell’odg delle votazioni di domani della plenaria del Parlamento, dopo che il Coreper ha reso noto  di aver approvato gli emendamenti che avevano sospeso l’iter a febbraio.

Redazione

sardinia

Fukushima

‘Materiale radioattivo in mare’. L’ex premier giapponese lancia l’allarme su Fukushima

TORINO 8 MAR – “C’è del materiale radioattivo che continua a fuoriuscire dalla centrale di Fukushima: a 5 anni dal disastro l’acqua contaminata viene ancora dispersa in mare, anche se la Tepco, gestore dell’impianto, dice il contrario”. L’allarme è stato lanciato oggi dal premier ai tempi del disastro di Fukushima, il giapponese Naoto Kan, intervistato da Repubblica.
“Nei reattori 2 e 3 – ha affermato Kan – il combustibile nucleare è finito sul fondo dei contenitori dove continua a bruciare. È quindi necessario continuare a immettere acqua per mantenere la temperatura sotto controllo. Prima di chiudere la centrale, la Tepco dice che occorreranno 40 anni, ma io credo che ci vorrà molto di più”. “Inoltre – ha concluso l’ex premier – delle 160mila persone che lasciarono le proprie abitazioni per colpa delle radiazioni, a oggi ne sono tornate solo 60mila”.

Redazione

sardinia

muro ungheria

Migranti, raddoppiano richieste asilo nel 2015 in Ue. L’Ungheria la più esposta

BRUXELLES 4 MAR – Nel 2015 è record di richieste di asilo nei 28 stati membri della Ue, più del doppio che nel 2014:  1.255.600 (2015) ; 562.680 (2014) . Secondo i dati pubblicati da Eurostat, il 29% delle richieste sono state presentate da siriani (362.775), il 14% da afghani (178.230), il 10% da iracheni (121.535), il 5% da kosovari (66.885) e albanesi (65.935), il 4% da pachistani (46.400), il 3% da eritrei (33.095), il 2% da nigeriani (29.915) e iraniani (25.360). Il restante 26% da altre nazionalità. Il Paese che ha ricevuto il maggior numero di richieste in assoluto è stato la Germania con il 35,2% del totale (441.800, con un aumento del +155%), davanti a Ungheria (174.435, +323%, 13,9% del totale) e Svezia (156.110, +108%, 12,4% del totale). In Italia le domande sono state 83.245 (+31% rispetto alle 63.655 del 2014), più che in Francia (70.570, +20% rispetto alle 58.845 dell’anno precedente). Il maggior numero di domande di asilo rispetto alla popolazione è stato registrato in Ungheria (17.699 richieste per milioni di abitanti), dove sono stati superati i livelli di Svezia (16.016 per milione), Austria (9.970 per milione), Finlandia (5.976 per milione) e Germania (5.441 per milione). In Italia sono state 1.369 per milione di abitanti. L’incremento più forte rispetto all’anno precedente è stato registrato in Finlandia (+822%, passando dalle 3.490 del 2014 alle 32.150 dell’anno scorso), davanti a Ungheria (+323%) e Austria (+233%), Belgio (+178%) e Spagna (+167%).
Per quanto riguarda le nazionalità dei richiedenti asilo, in Italia la quota maggiore è stata di nigeriani (21%, 17.780), pakistani (12%, 10.285) e gambiani (10%, 8.015). I siriani sono stati i più numerosi in Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Spagna, Croazia, Cipro, Lussemburgo, Olanda, Romania, Svezia e Ungheria.

Redazione

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